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Recensione di Alexander per PC Games

Le gesta di Alessandro Magno rivivono nel film di Oliver Stone. Riuscirà l'omonimo videogioco nell'intento di calarci nei panni del grande re?

di Michele Poli
23/12/2004 - Si sa, ormai a Hollywood è tornata l’epoca dei colossal storici, ma ora, al contrario di 40 anni fa, il film è solo parte di una massiccia campagna multimediale, per cui assistiamo alla proliferazione di giochi, CD, DVD, e gadget vari ispirati alla pellicola. Purtroppo quasi sempre i risultati sono deludenti. Troppo spesso i videogiochi ispirati a pellicole su cui le major costruiscono un'imponente campagna mediatica sono semplici contenitori, vuoti al loro interno. Questo perché i produttori puntano tutto sulla costosa licenza (principale motivo di acquisto per i cosidetti casual gamers) e l'aspetto pubblicitario, dimenticando poi la sostanza del gioco, che si riduce ad una semplice vetrina del film. Una tendenza preoccupante che con Alexander, videogame ufficiale dell'omonimo film di Oliver Stone, non si smentisce...
Per quanto riguarda il contesto storico e gli scenari, Alexander trae spunto, ovviamente, dall’omonimo film prodotto dalla Warner e dovrebbe permettere al giocatore di immedesimarsi nel ruolo che al cinema è di Colin Farrel. Il risultato finale è però un totale fallimento.
I pregi del titolo, e qualunque giocatore con un occhio “allenato” lo noterà fin da subito, si riducono a poche e semplici funzioni elementari presenti in tutti gli strategici, categoria di cui Alexander fa parte. Il solo plauso che va fatto agli sviluppatori riguarda il motore grafico sviluppato da GSC Game World già in occasione del loro precedente sforzo, il lodato "Cossacks". Riutilizzando lo stesso scheletro, il team ha potuto applicare ad Alexander un ottimo impatto visivo.
A parte questo, gli unici elementi esclusivi del gioco risultano essere i filmati inediti, inseriti come intermezzo alle partite o a particolari campagne, che regalano qualche scorcio della pellicola e permettono di pregustare la spettacolarità del lungometraggio.
"Il solo plauso che va fatto agli sviluppatori riguarda il motore grafico."
Bisogna tuttavia ammettere che, contrariamente a quanto gli spin-off realizzati sulle precedenti pellicole hollywoodiane di grande impatto mediatico ci hanno abituato, il risultato si presenta con un’ottima veste grafica. Secondo le promesse poi, ci sarà data la possibilità di “comandare” più unità di qualsiasi altro strategico in commercio, ma questi presunti pregi sono risultati essere i peggiori difetti di Alexander.
Perciò vediamo di analizzare meglio questi fattori che, presentandosi all’acquirente come i reali punti di forza, rovinano invece un prodotto i cui spunti potevano portare alla realizzazione di uno strategico interessante, alla luce soprattutto del tema trattato. Basato sulle avventura di Alessandro Magno, svoltesi durante il corso del quarto secolo a.C., il titolo presenta le unità e gli scenari storici del tempo, pur con parecchie imprecisioni.
Il gioco nella modalità Campagna presenta diverse mappe situate nel contesto storico delle grande imprese di Alessandro, e in questo senso non mancherebbero gli argomenti per sostenere una buona longevità. Tuttavia ben preso capiremo che, nonostante Alexander abbia i “numeri” adatti, non riusciremo mai a sopportarlo per più di poche ore.
Passando alla fase più pratica del gioco, è bene precisare che siamo di fronte a un classico strategico in tempo reale con fase produttiva. All’avvio dell’avventura si viene trascinati nella seconda metà del IV secolo a.C. dal bellissimo filmato cinematografico di introduzione, che altro non fa che acuire le successive delusioni. Le prime missioni sono le classiche del genere; costruire gli edifici di base e poi guidare i propri uomini attraverso un semplicissimo combattimento. E qui iniziano i problemi. Dopo il primo positivo impatto con il dettaglio grafico ci scontriamo col triste problema di riuscire ad identificare le unità sul terreno, di fatto i troppi particolari sono un ostacolo. Riusciti in tale impresa e svolto il “compitino” edilizio dobbiamo prepararci a difendere il territorio e da qui in poi il gioco dà il peggio di sé.
Appena partiti per il campo di battaglia, si presenta il problema della gestione delle unità quantomeno difficoltosa, per non dire disastrosa. Infatti anche se sono state raggruppate per tipo (classico comando attribuito a CTRL+numero) alcune di esse si perderanno nel superdettagliato panorama e sarà praticamente impossibile ritrovarle per mantenerle poi in modo ordinato nei loro ranghi. Al momento dell’attacco vero e proprio è praticamente impossibile farsi ubbidire e mantenere un ordine interno (è sconcertante pensare che l’esercito di Alessandro era forte proprio per la sua organizzazione). Gli uomini semplicemente “penseranno” da sé con un intelligenza artificiale ai minimi termini; è possibile vedere un solo dei vostri che va all’attacco di un’intera formazione nemica! Ovviamente di sua spontanea iniziativa, senza che gli sia stato attribuito alcun comando. È quasi comico pensare che gli sviluppatori hanno inserito lo sviluppo delle capacità dei veterani e dei comandanti, con l’unico effetto di rendere solo più evidente il completo disinteresse agi ordini.
"La gestione delle unità è quantomeno difficoltosa, per non dire disastrosa. "
Tali difetti si amplificano con il proseguo del gioco, man mano che aumentano le truppe da gestire e che si affrontano gli schemi di solo combattimento, cioè senza fase produttiva.
Caratteristica del titolo è anche la presenza delle battaglie navali, ma preferiamo sorvolare sulla loro qualità, sarebbe ripetitivo.
Ancora una volta ci preme sottolineare che il gameplay, l’aspetto decisivo di uno strategico, che può decretarne il successo o il fallimento, è qui assolutamente impossibile da manovrare. Evidenti difetti di produzione rendono il gioco talvolta comico per la sua scarsezza. Ordinare, muovere e gestire le truppe è a tratti completamente incoerente con i nostri ordini, producendo risultati contrari a quelli sperati. Questo perché Alexander presenta un mix di due grossi difetti: intelligenza artificiale scarsa e mal calibrata, controlli difficoltosi e non coerenti. È inutile rimarcare la qualità dell’aspetto grafico se queste pesanti lacune inficiano poi il prodotto finale in modo irrimediabile.

Conclusioni

Non sappiamo veramente che altro dire di un gioco che così tanto ha deluso. Ci si pone il quesito gordiano (per rimanere in tema) di cosa pensassero gli sviluppatori (gli stessi del buon Cossacks).
Ovviamente ci sono anche piccoli bug, facilmente risolvibili con patch (per esempio i salvataggi che non memorizzano le esplorazioni del terreno) che abbiamo preferito non trattare. Per gli appassionati il migliore rimane sempre Rome: Total War, per i neofiti del genere invece è solo un pessimo e frustrante viatico. L’unica lato positivo, come detto, rimangono i trailer cinematografici inediti.
Commenti
Valutazione
4
Grafica: 6
Sonoro: 7
Giocabilità: 3
Longevità: 3
Grafica molto ricca e dettagliata
Filmati tratti dall'omonimo film
Grafica troppo dettagliata
IA mal calibrata e a tratti controproducente
Gestione truppe praticamente inesistente
Scheda gioco
Piattaforma: PC Games
Sviluppatore: GSC Game World
Publisher: UbiSoft
Distributore: UbiSoft
Sito ufficiale: Non disponibile
Localizzazione: Testo in italiano
Genere: Strategia
Data di rilascio: 26/11/2004
Target: +12
Giocatori: Multiplayer, Online
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