18/10/2006 - Non è facile iniziare una recensione di Gothic 3, semplicemente perché si tratta di un gioco enorme. Enorme dal punto di vista della grafica, enorme dal punto di vista delle richieste grafiche, enorme come scenari, enorme come vastità, enorme come bellezza. E’ tuttavia impossibile trasmettere l’interezza delle sensazioni provate, vuoi perché sono davvero troppe, vuoi perché ciascuno vivrà il gioco a modo suo. Non ci resta dunque che presentare gli aspetti principali e quelli che abbiamo trovato di maggior livello, lasciando poi a voi giocatori il compito di scoprire davvero l’affascinante atmosfera del titolo sviluppato dai ragazzi dei Piranha Bytes e di cimentarvi in un mondo davvero sterminato.
Ultimamente, il genere RPG – GDR va decisamente di moda. Le ragioni sono semplici: prima
World of Warcraft poi
The Elder Scroll 4: Oblivion hanno conquistato una fetta significativa (per non dire immensa) di mercato. Il genere è inoltre supportato anche dalla “Signore degli Anelli mania” e dal prepotente ritorno in generale dei romanzi fantasy. Se poi si parla di Gothic, che già può vantare alle spalle due titoli di grande successo, è inevitabile pensare di confrontarsi con un gioco attesissimo e di grande interesse. Gothic è dunque pronto a fare la sua comparsa sul mercato, consapevole di doversela vedere non solo con WoW ed Oblivion, ma anche con potenziali rivali rappresentati da The Witcher, Two Worlds ed Elveon, presentati all’E3 assieme a Gothic per l’appunto.
Partiamo dunque da principio: il nostro alter ego si ritrova pronto a sbarcare sulle coste di Myrtana, una terra vastissima occupata da una tribù degli Orchi del Nord. Schema semplice ed efficace dunque, una terra di lotte e devastazione nella quale noi rappresentiamo l’ardito paladino con il compito di riportare l’ordine. Per fare questo dovremo schierarci con una fazione, buona o cattiva. La scelta è dunque contesa tra orchi ed umani, e fondamentale è il ruolo che sceglieremo di impersonare. Diversi sono infatti i finali secondo, non solo dalla fazione con cui combattiamo ma anche del nostro mestiere. Potremo scegliere tra sei professioni diverse (fabbro, gladiatore, negromante) e giostrare il gioco a nostro piacimento.
"Una terra di lotte e devastazione nella quale noi rappresentiamo l’ardito paladino con il compito di riportare l’ordine."
Grande libertà d’azione insomma, il cui unico (e pesante) limite è rappresentato dall’impossibilità di spostarsi a cavallo. Questo mina, almeno in parte, la gradevolezza del gioco rischia di creare lunghi momenti di frustrazione e di noia. La scelta, sicuramente atipica e senza un’apparente spiegazione, trova comunque una motivazione nel grande bestiario messoci a disposizione dagli sviluppatori: oltre agli animali “nostrani”, ci saranno anche dinosauri (o qualcosa del genere) e naturalmente orchi. E’ stato invece migliorato rispetto ai precedenti capitoli il sistema di controllo, che ci permette di muoverci e strafare con i classici tasti “WSAD” e inoltre introduce (finalmente) il sistema di mouse look, grazie al quale potremo guardare senza limiti il panorama circostante. Altra svolta rispetto a Gothic 2 sta nel sistema di combattimenti, molto semplice ed immediato. Basterà avvicinarci al duellante da battere, ed iniziare a colpire e parare i colpi: nulla di più intuitivo insomma. Ciò che permette comunque ai combattimenti di non esser mai banali è il sistema di combo, che ci permetterà una serie di colpi a due mani, incrociati e via dicendo.
Dal punto di vista grafico, come già accennato, non c’è praticamente nulla da eccepire. Il motore sembra molto stabile ed efficiente, la texture sono nitide e pulite, gli ambienti realizzati con grande cura e realismo e gli effetti bilanciano ottimamente gli scenari. Tutto questo in un’area di gioco di settanta chilometri quadrati, più o meno il triplo rispetto a Gothic 2. D’altronde il paragone sarebbe piuttosto peregrino: anche i modelli tridimensionali, che nel precedente capitolo contavano qualche centinaio di poligoni, sono stati ora portati a 3.000, mentre gli ambienti in cui ci muoveremo saranno caricati in streaming, senza dunque correre il rischio di seccanti cali di frame rate ed effetti di clipping. Ottima anche l’implementazione dell’intellingenza artificiale degli NPC, che interagiranno in modo attivo con il nostro personaggio. Potranno dunque servirci nel corso di uno dei nostri compiti, o ostacolarci a seconda del livello di simpatia che nutrono dei nostri confronti. Anche la dinamica delle azioni è riprodotta con ottimo realismo e dunque ogni nostra azione non sarà nota immediatamente a tutta l’isola ma si diffonderà un po’ per volta. Le quest da risolvere saranno centinaia, ma sarà lasciata a nostra discrezione la scelta di quali affrontare ed in quale ordine. Grande rammarico ha colto la redazione quando invece ha scoperto l’assenza del comparto multiplayer: il nostro prode Responsabile si era già armato di spade e lancia accanto al monitor del pc ed è rimasto costernato per l’impossibilità di dimostrarci le sue doti di paladino in interminabili sedute notturne. Certo, il multiplayer avrebbe permesso a Gothic 3 di sbancare sul mercato e probabilmente di raggiungere, in quanto a pubblico WoW. Evidentemente però, sviluppare un efficace sistema multi si è rivelata una missione improba per gli sviluppatori i quali hanno dovuto alzare le mani al titolo della Blizzard, fino ad ora l’unico capace di simulare in rete un mondo vastissimo.
"La dinamica delle azioni è riprodotta con ottimo realismo."
Per concludere, sembra che, agitati da una concorrenza ormai schiacciante ed attratti da una fetta di mercato che fa decisamente gola, i ragazzi della Piranha Games abbiano deciso di non crogiolarsi sugli allori, ma di lavorare duro per sfornare un titolo ben diverso dai predecessori e capace di svoltare sull’esempio dei giochi più venduti del momento. Ecco dunque che non ci troviamo tra le mani una semplice “add-on” di Gothic 2 (come invece succede usualmente, basti pensare ai titoli della EaSports o alle saghe come Medal of honor, Prince of Persia e via dicendo) ma bensì un titolo che prende spunti dai vari Oblivion, Prince of Persia, Devil May Cry e via dicendo. Oltre alle inevitabili migliorie grafiche, di eccellente fattura, sono così cambiati gameplay e struttura, facendo di Gothic 2 uno dei titoli hot di questo 2006.
Venendo a parlare dell’inevitabile confronto con Oblivion, si può dire che Gothic 3 non riesce a sorpassare il quotatissimo avversario; semmai lo affianca. Oblivion più si avvicina ad un mondo “fantasy classico”, con grande libertà d’azione, splendidi scenari e ottima trama. Per Gothic i punti di forza sono i nuovi scenari, la pregevolezza delle ambientazioni e l’ottimo sistema di combattimenti. A questo punto, a voi la scelta!
Conclusioni
Gothic 3 viene promosso: ottimo l’impatto grafico, il sistema di combattimenti e l’atmosfera in cui si cala il giocatore. Di contro, il fatto che non riesce a dare una svolta netta al genere, già percorso da altri titoloni: resta comunque un titolo consigliato a tutti, a patto di avere un buon pc e di munirsi di tanta pazienza per esplorare un nuovo mondo.