02/05/2007 - La Codemaster è una software house che ha conosciuto la notorietà verso la fine degli anni 90’ con alcuni titoli decisamente simulativi e rigorosi, che crearono punti di riferimento per i vari generi. Lanciarono, infatti, in quegli anni due franchise tutt’ora in auge, ovvero Colin McRae e Toca: Touring Cars. Dopo aver fatto un’ottima figura su PC e PlayStation con i giochi automobilistici decisero di intraprendere alcune escursioni in altri generi, peraltro decisamente riuscite come Operation Flashpoint, sparatutto strategico militare, o l’ottimo Second Sight , sparatutto “sensitivo” decisamente riuscito. Dopo essere entrati anche nei manageriali con il famoso Football Manager, la software house inglese tenta il colpaccio nel poco battuto (almeno su console) campo dei simulatori di volo. Su PS2 il re è indubbiamente Ace Combat di Namco, riuscirà Heatseeker a rivaleggiare con il titolo giapponese?
E’ bene dirlo da subito: Heatseeker non è un simulatore di volo. Una volta acceso la nostra PS2 ci troveremo di fronte un menu semplicistico e funzionale, che ci introdurrà praticamente subito nell’azione, facendo intuire quasi subito al giocatore che la storia svolgerà un lato davvero marginale nella nostra esperienza ludica. Per tutta la durata del gioco saremo chiamati a respingere attacchi terroristici che rischiano di compromettere i rapporti internazionali di molti paesi. Come detto, la trama è semplicemente il pretesto per addentrarsi subito nell’azione pura, tralasciando ogni forma di tatticismo o tattica militare alcuna. Una volta seduti nell’abitacolo del nostro aereo saremo subito chiamati all’azione, affrontando ogni tipo di ostacolo. Il tutto, già dalla prima missione, si rende piuttosto divertente e adrenalinico, chiudendo all’utente di risolvere intricate situazioni come abbattere un gruppo di navi nemiche o uno stormo di caccia che minacciano una torretta di comunicazione. Il punto di forza del titolo è quello di essere molto “eroico”, ovvero saremo sempre praticamente soli contro il nemico, difatti il compagno non si rivela mai determinante o influente nel gioco, dandoci la soddisfazione di fare a pezzi intere orde nemiche nel più classico del “tutti contro tutti”.
"La trama è semplicemente il pretesto per addentrarsi subito nell’azione pura, tralasciando ogni forma di tatticismo o tattica militare alcuna. Una volta seduti nell’abitacolo del nostro aereo saremo subito chiamati all’azione, affrontando ogni tipo di ostacolo."
Dopo pochi istanti di volo ci renderemo conto della semplicità e della maneggevolezza dei caccia a nostra disposizione, i comandi risultano infatti di apprendimento rapidissimo, se non addirittura immediato, rispetto ad altri esponenti del genere. La gestione piuttosto semplificata del sistema di controllo è legata anche al resto del titolo, difatti ci troveremo di fronte a una componente fisica piuttosto (e volutamente) “bonaria”, lasciando da parte alcune leggi di gravità al fine di rendere il nostro volo più entusiasmante che mai. L’avevamo detto, Heatseeker non è un simulatore di volo, e non gli interessa minimante esserlo. IR Gurus, team australiano interno che si è occupato in prima persona del titolo, ha ben pensato di evitare lo scontro “simulativo” con i rivali dando sfogo al divertimento più classico.
Se, per quanto riguarda le idee, Heatseeker sembra un gioco favoloso bisogna valutare la realizzazione delle idee stessa. Una realtà dove le idee positive si infrangono contro una serie di muri non indifferenti che ora analizzeremo nel dettaglio.
Primo di tutti Heatseeker, ha il più grande limite di qualunque gioco che tocchi i combattimenti aerei: la monotonia e la ripetitività. Anche se, all’inizio, gli obiettivi sembreranno molti e diversi, ci si ritroverà di fronte ogni volta la stessa solfa mascherata diversamente. L’azione, per quanto frenetica e gustosa, non riuscirà a nascondere al giocatore la pochezza delle cose da fare, di fatto ci ritroveremo sempre a fare grossomodo le stesse cose. Distruggere un sottomarino con una bomba ben piazzata (insomma), o abbattere una gip in fuga, o ancora abbattere una squadra di caccia nemici, dopo un po’ di ore risulterà inevitabilmente ripetitivo. Inoltre il tutto sembrerà un po’ troppo semplice, senza mai impegnare il giocatore troppo, cosa che si rivela controproducente ai fine della longevità. Le 18missioni disponibili, nonostante gli obiettivi secondari che ci permetteranno di sbloccare nuovi velivoli da usare nelle missioni, non bastano a garantire al titolo una lunga vita, soprattutto per via dello spettro della ripetitività dietro l’angolo, sempre pronto a assalire anche il giocatore più volenteroso.
"Le 18missioni disponibili, nonostante gli obiettivi secondari che ci permetteranno di sbloccare nuovi velivoli da usare nelle missioni, non bastano a garantire al titolo una lunga vita, soprattutto per via dello spettro della ripetitività dietro l’angolo..."
Altro muro contro cui Heatseeker va a sbattere è certamente quello del fattore tecnico, gioco in cui il titolo Codemaster non eccelle. Gli ottimi modelli poligonali degli aerei vanno ad sovrapporsi a una povertà degli scenari da far paura, con texture a volte imbarazzanti e sprite interamente 2D che rovinano un po’ l’atmosfera. In fin dei conti, però, la grafica viene risollevata anche da alcune perle visive, come i detriti degli aerei abbattuti, reso scenico dall’Impact Cam che rende l’esplosione molto spettacolare, e dall’effetto visivo della distorsione dovuta all’abbattimento del muro del suono da parte dei caccia. Il sonoro fa il suo dovere, proponendo effetti sonori azzeccati e musiche dignitose, ma parlando del sonoro non si può non accennare al doppiaggio italiano. Sembrerà strano, ma di fronte a doppiaggi di questa qualità preferiremmo mantenere la lingua originale, infatti ci troviamo di fronte a uno dei titoli peggio doppiati mai visti di recente, con un doppiaggio così cattivo da risultare quasi involontariamente ironico, sminuendo addirittura il coinvolgimento complessivo.
Conclusioni
Tirando le somme, il lavoro di IR Gurus risulta pieno di luci e ombre, e purtroppo le ombre predominano. Una parte visiva appena sufficiente e un sonoro minato da un doppiaggio imbarazzante impediscono al titolo Codemaster di ambire a alti livelli, ma l’elevato numero di missioni e la giocabilità alla mano potrebbero essere motivo d’interesse per gli appassionati del genere. La sua facilità di comando, e per certi versi complessiva, potrebbe però avvicinare il giocatore casuale o novizio, che potrebbe essere attratto, perlomeno in un primo momento, dal lavoro del team australiano. Heatseekr è un gioco per gli appassionati del genere, a patto di rinunciare completamente a ogni forma di realismo, o per chi cerca qualcosa di poco impegnativo e divertente. Un titolo che perlomeno merita di essere provato, magari a noleggio.