29/11/2009 - Wipeout, un nome che è ormai entrato di diritto nella storia videoludica. Senza dubbio, il primo vero titolo di corse futuristiche per Playstation, nonchè una delle migliori killer application mai uscite su questa macchina e non solo. Si parla dei primi anni ‘90, un epoca in cui si rimaneva ancora a bocca aperta per un filmato in CG o per una scia luminosa e Wipeout piombò su di noi poveri ed indifesi giocatori come uno Tsunami: grafica avveniristica, velocità da cardiopalma, effetti di luce epilettici, il tutto condito da una colonna sonora che da sola valeva l’acquisto di quel cd-rom: era l’avvento di una nuova concezione di videogioco. Era Wipeout.
Oggi, dopo quasi vent’anni dalla rivoluzione, ci troviamo per le mani la conversione Ps2 del titolo uscito qualche anno fa per la sua sorellina minore: l’hype è svanito, l’effetto sorpresa pure, ma nonostante ciò, mi ritrovo di nuovo incollato allo schermo come vent’anni fa... bentornato Wipeout.
La meccanica di gioco, come potete ben supporre è rimasta pressoché invariata: alla guida di navette antigravitazionali dovremo gareggiare a velocità assurde contro una decina di avversari circa, lungo toruosi circuiti in confronto ai quali, le montagne russe di Gardaland sembrano degli scivoli per bambini.
Ad aggiungere ulteriore pepe all’azione ci pensano tutta una serie di power-up recuperabili con il passaggio su determinate aree luminose dei tracciati. Queste manne dal cielo posso comprendere armi d’offesa (missili teleguidati e non, mine, onde d’urto, cortine fumose) o di difesa (scudi temporanei, turbo, capsule per il recupero dell’energia, pilota automatico...). Potrete trasportare un solo potenziamento alla volta, questo vi costringerà ad impiegare un minimo di strategia per portare a casa l’oro, inoltre in questo capitolo è stata introdotta anche la la possibilità di sacrificare il potenziamento recuperato per aumentare l’energia del nostro veicolo. Interessante anche la possibilità di usare un aerofreno singolo, in modo da impostare l’altro tasto per slittare lateralmente.
"L’hype è svanito, l’effetto sorpresa pure, ma nonostante ciò, mi ritrovo di nuovo incollato allo schermo come vent’anni fa... bentornato Wipeout !!!"
La modalità Campagna di WipEout Pulse è piuttosto articolata: ci sono un totale di 16 tornei da affrontare, ognuno con certo numero di eventi disposti su una griglia. Vincendo almeno una medaglia di bronzo si sbloccano gli eventi vicini nella griglia e si acquisiscono i punti per sbloccare i tornei successivi. Sono presenti sette tipi di gara: la Gara Singola è semplicemente una corsa con altri sette avversari, l’importante è arrivare almeno terzi, non importa se battendo gli avversari o distruggendoli con le varie armi offensive. Giro Veloce e Prova a Tempo sono molto simili: si tratta in entrambi i casi di correre più velocemente possibile per battere il record sul giro o sul totale dei giri potendo contare su di un turbo supplementare per ogni giro. Il Testa a Testa è una sfida uno contro uno, o si arriva primi o niente medaglia. In Eliminatore l’importante è distruggere gli avversari, vince infatti chi elimina per primo dieci avversari. Zona è una modalità già vista in WipEout Fusion in pratica la navicella accelera automaticamente ad ogni zona raggiunta, ovvero ogni 10 secondi. Lo scopo è superare quante più zone possibili, adattando lo stile di guida all’aumentare della velocità per non andare a sbattere. Per ultimo troviamo il Torneo, ovvero una serie di gare con assegnazione di punti e classifica finale. Tutto quello che si sblocca avanzando nel gioco, come circuiti e modalità, è poi utilizzabile nel Racebox, dove è possibile personalizzare gare e tornei come più ci aggrada.
A differenza della versione portatile, che poteva contare sull’online, sia per il multiplayer fino ad otto giocatori sia per i contenuti aggiuntivi, su PS2 l’online è stato eliminato, quindi il multiplayer è limitato a due giocatori tramite split screen orizzontale o verticale.
Da segnalare la piacevolezza delle piste presenti, tutte ottimamente caratterizzate da alcune novità come i giri della morte e altri aspetti “antigravitazionali” nel track design che rendono ancora più “estreme” le gare. Infatti come da tradizione per la serie, anche in questo caso Wipeout non si rivela certo un titolo per utenti alle prime armi: il livello di difficoltà infatti viaggia su parametri medio-alti e nonostante la semplicità dei comandi, portare a casa l’oro in tutte le piste, non sarà certo impresa facile, specie nei tornei finali a livelli di velocità maggiori.
Fin dal primo episodio, l’estetica di Wipeout ha sempre potuto vantare una marcia in più: lo stilizzato design dei veicoli, gli splendidi loghi delle scuderie, le ambientazioni hi-tech ricche di colori psichedelici, l’interfaccia di gioco minimale e “stilosa”... tutti elementi che da sempre hanno accompagnato la saga, dettando, ad ogni uscita, nuovi termini di riferimento per tutti i designer in erba. Come potete ben vedere dalle foto qui in torno, anche Pulse ovviamente non fa eccezione, anche se l’effetto “porting da PSP” è evidente, il titolo trasuda personalità da ogni pixel. L’unico piccolo neo lo si riscontra negli sporadici rallentamenti con molti veicoli a video, ma in ogni caso si tratta di pecche marginali che passano inosservate durante la frenesia delle competizioni.
Non sfigura nemmeno l’accompagnamento sonoro, con ottimi pezzi di musica elettronica, break beat, house, techno e drum & bass, perfettamente integrati nel contesto futuristico del titolo. Mancano all’appello alcune pietre miliari della serie come Prodigy e Chemical Brothers ed in generale le tracce selezionate sono meno commerciali e ballabili di quelle passate, ma questo non è certo un difetto per un titolo che come il buon vino, sembra migliorare negli anni.
Conclusioni
Pur non essendo un titolo inedito, ma un porting da PSP, Pulse mostra una qualità di realizzazione ed una quantità di contenuti davvero invidiabili. Ottima varietà di piste e modalità, grafica e sonoro sempre in piena forma ed un livello di sfida calibrato ad hoc rendono questo titolo un “must buy” per chi non dispone già della versione minore.